Aldo NovePulsarMilano, Il Saggiatore, 2024Vorremmo iniziare questo intervento con tutti quegli equilibri e quelle circospezioni moderne che richiedono passo felpato e lingua piana, complimenti a metà e [...] , però, i panni del tifoso (ma non v’è alcuna maglia, se non quella di un lettore grato per ciò che vedono i suoi occhi) pirandellianamente vite celando in ogni modo il precipizio – «e in questo diventare grande mi chiedevo cosa vuole dire baciarsi ...
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Per Elisa, vuoi vedere che perderai anche mePer Elisa, non sai più distinguere che giorno èE poi, non è nemmeno bella(Per Elisa, Alice, 1981) Il titolo è quello di una famosa bagatella, il cui inizio è [...] .Un momento: ma davvero Elisa è una metafora? Se non lo è, in ogni caso, funziona come una metafora perfetta. «Vivere ?Alice dice di no: mai pensata una cosa simile. Forse nessuno glielo ha detto. Viene in mente De Gregori: «...Ma tutto questo Alice ...
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Marco BerissoDocumenti sulla neoavanguardiaMilano, Edizioni del Verri, 2023 Che cosa rende una raccolta di saggi un «macrotesto» e non un accrocco di materiali riciclati dai container delle miscellanee [...] procedura». Rispetto a tanti filologi dei secoli “seri” che, quando inciampano nel Novecento, lo trattano come se fosse il parco giochi in cui sfogare il pressapochismo delle proprie letture da comodino, Berisso affronta le due epoche con la stessa ...
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Dueville, Trecastagni, Quattro Castella, Cinquefrondi, Settefrati, Ventimiglia, ma anche Quindici, Trenta e Cento, nonché Terzo, Quarto, Quinto, Sesto, Settimo e via discorrendo... Sono tutti toponimi [...] nell’isola di Lipari, Quattrostrade nell’Agrigentino e in decine di altre località.Per cinque si può dire la medesima cosa: Cinquefrondi nel Reggino vale ‘cinque foglie, cinque rami’, anche se forse ricorda non la vegetazione ma, simbolicamente, la ...
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Ogni volta che ai vertici del Governo arriva una persona nuova, il linguaggio adottato da quest'ultima influenza molto il lessico della politica, quello mediatico e, di conseguenza, quello dei cittadini [...] Il “sentimento” di appartenenzaVediamo cosa si legge sul Dizionario di Storia di Treccani.it, in una voce scritta nel 2010. e mentali non ha mai dato buoni frutti. Giorgia Meloni non se la prenda se usiamo una metafora a lei cara: il mondo – oggi più ...
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Piangere nella propria lingua«Se mi commuovo così è perché tanti anni fa mia madre è emigrata verso un Paese di cui non conosceva la lingua, e per me quella è la solitudine pura». A chi in conferenza stampa [...] facendo», dando voce ad anziane signore che non capiscono più se i soldati stiano parlando russo o ucraino, e soprattutto con facilità, la stessa cosa non può dirsi di bambine, bambini e adolescenti residenti in Europa. Come ha ricordato Chatrian ...
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Nel film Totò, Peppino e... la dolce vita del 1961, Totò dice a Peppino che i fotografi si chiamano “paparazzi”, ma l’altro intende materazzi. La parola gli è nuova e sconosciuta, e la interpreta attraverso [...] certo un cognome: ma in bocca a Fellini e a Mastroianni non sarà diventato forse un soprannome? Che cosa ce lo fa pensare? deonimico, sembra un’operazione onomastica più verosimile e condivisibile se si parte da un soprannome per sua stessa natura ...
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Francesco Paolo MemmoLinea di basso ostinato. Le poesie 1971-1997Con uno scritto di Donato di StasiRoma, Il Labirinto, 2023 Poeta (L’inverso della norma, Varie destinazioni, Nascita e dopo, Le precipue [...] anche riuscirmi fatale in questigiorni così caldi e afosi, da impazzire,e ditemi voi se questo è il intirizzitientrambi chi sono che vengono a fare cosalui vuole e lei cosa vogliono entrambi e il lorocane al guinzaglio no è sciolto procedein ...
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Controdizionario della lingua italiana. Case possibili per dispersi della parolaa cura di Graziano GalaMilano, Baldini + Castoldi, 2023 Il Controdizionario della lingua italiana. Case possibili per dispersi [...] semplicemente da cento o quindici chilometri più in là. Ciò che inventavano, persino, se parola non c’era. Eccola la lingua pregi e le proprie paure, ciascuno con qualsiasi cosa si porti appresso purché questa cosa, ecco, la si possa nominare, ché c’ ...
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Andrea PiasentiniUna lingua per la meraviglia. Aspetti testuali e retorici di Horcynus Orca«Giornale di storia della lingua italiana», II, fascicolo 2, dicembre 2023, pp. 61-79. Dottore di ricerca in Filologia, [...] meno perché col mio libro sono a un punto in cui, per scrivere la seconda stesura, è assolutamente cose, coi loro nomi, odori, sapori.Se, poi, un tal furore antiletterario – tono della cosa, che dicevano, né più né meno, della cosa che dicevano, ...
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cosa
còsa s. f. [lat. causa «causa», che ha sostituito il lat. class. res]. – 1. È il nome più indeterminato e più comprensivo della lingua italiana, col quale si indica, in modo generico, tutto quanto esiste, nella realtà o nell’immaginazione,...
se
sé pron. rifl. [lat. sē] (radd. sint.). – 1. Forma forte della declinazione del pron. rifl. di 3a pers.; si usa soltanto quand’è riferito al soggetto (maschile o femminile, singolare o plurale) o nelle frasi enunciate con verbo all’infinito...
NOUMENO
Guido Calogero
. Termine filosofico, originario della filosofia platonica ma messo in uso specialmente da quella kantiana. Per Platone, νοεῖν ("intelligibili") o "intellette": participio presente passivo del verbo νοεῖν "intelligere")...
Potere di fatto sulla cosa che si esprime attraverso il compimento di atti corrispondenti all’esercizio di un diritto reale (art. 1140 c.c.), per cui un soggetto, indipendentemente dal fatto che sia o no titolare del diritto di proprietà o di...