Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Economia (2012)
Costantino Bresciani Turroni
Lilia Costabile
Costantino Bresciani Turroni, tra i principali economisti italiani del Novecento, è famoso internazionalmente per i suoi scritti di economia monetaria, economia [...] della produzione totale sia l’aumento della produzione di beni strumentali a scapito della produzione di beni di consumo; cioè, nel linguaggio Böhm-Bawerkiano, l’allungamento del periodo di produzione. L’espansione produttiva ebbe fine per effetto ...
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Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Economia (2012)
Carlo Cattaneo
Tiziano Raffaelli
L’opera di Carlo Cattaneo, che spazia in vari campi del sapere, è pervasa da un profondo interesse per le attività economiche e per il loro impatto sull’intera vita [...] , non si spiega nè colla natura, nè col lavoro; ma coll’intelligenza, che afferra i fatti della natura; che presiede al lavoro, al consumo, al cumulo; che li fa essere in uno o in un altro modo; che li fa essere o non essere (in Opere scelte, cit ...
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FALCK, Giorgio Enrico
Mario Fumagalli
Nato il 12 maggio 1866 a Dongo (Como) da Enrico e da Irene Rubini, e rimasto orfano del padre a dodici anni, la sua educazione fu continuata dalla madre con l'aiuto [...] a livelli più elevati.
Fu scelto Sesto San Giovanni perché era vicino a Milano (uno dei principali centri di consumo), il costo dei terreni era relativamente basso, vi passava una strada ferrata internazionale che collegava direttamente con le fonti ...
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Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Economia (2013)
Giustino Fortunato
Claudia Sunna
Tra i primi a cogliere con chiarezza e a inserire in un quadro unitario di riflessione l’analisi dell’arretratezza del Mezzogiorno, Giustino Fortunato rappresenta un [...] , rimane in definitiva irrisolto. Nel Mezzogiorno vi è un problema di accumulazione di capitali, occorrerebbe «produrre di più, consumare meno, risparmiare molto» (Il problema economico e la XVI legislatura, 1890, in Id., Il Mezzogiorno, cit., 1° vol ...
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taylorismo
Gaia Seller
Un sistema scientifico di produzione
Il taylorismo è un sistema di pianificazione scientifica del lavoro in fabbrica che prende il nome dal suo ideatore, l’ingegnere statunitense [...] .
Il taylorismo risultò essere altamente funzionale ai cambiamenti imposti dalla nascente società di massa, che chiedeva beni di consumo durevoli, in gran quantità e che costassero poco. Ma il prezzo da pagare in termini umani fu molto elevato ...
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servizio In senso astratto, rapporto di soggezione o sudditanza; in particolare, in epoca feudale, l’obbligo del vassallo di rendere tutti i servigi che fossero compatibili con la sua qualità di uomo libero.
Lavoro [...] economico che invece è materiale. In riferimento ai s. offerti attraverso i beni, si può osservare che i beni di consumo e strumentali durevoli possono rendere più s. e i s. stessi possono essere oggetto di scambio indipendentemente dai beni, qualora ...
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sanità L’organismo preposto a tutelare lo stato di salute di una collettività o di una particolare categoria di persone, l’insieme delle persone e degli uffici mediante i quali questo organismo esplica [...] . In tale periodo la salute comincia a essere intesa come un nuovo bisogno, collegato allo sviluppo dei modelli di consumo, al quale deve corrispondere un aumento dei beni destinato a soddisfarlo. La salute viene dunque vista come un bene economico ...
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RISORSE
Umberto Colombo-Giuseppe Lanzavecchia
L'uomo, per vivere, ha sempre avuto bisogno di ricorrere alle r. offerte dal pianeta − territorio, acqua, aria, cibo, materie prime (vegetali, animali, [...] (destinato ad allargarsi per la spinta demografica che lo distingue) deve accontentarsi di quanto rimane. La tab. 3 mostra i consumi pro capite di energia nel 1988 per i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo. Il Nord può oramai puntare ...
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INDICIZZAZIONE
Paolo Baffi
Concetto. - Si ha i. quando a un'obbligazione o prestazione viene assegnato un contenuto monetario variabile in funzione dei valori assunti da un parametro di riferimento. [...] fu proposta da J. Wheatley. Nel 1822 J. Lowe suggerì la rilevazione sistematica dei prezzi dei beni di largo consumo e la formazione di una tavola di riferimento indicante la variazione da assegnare alle obbligazioni in moneta per mantenere invariato ...
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Niger
Alberta Migliaccio
Francesca Socrate
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(XXIV, p. 813; App. III, ii, p. 267; IV, ii, p. 595; V, iii, p. 671)
geografia umana ed economica
di Alberta Migliaccio
Popolazione
Al censimento del 1988 [...] meno, di limitare il fenomeno.
Le colture più diffuse sono quelle dei cereali, destinate, in massima parte, al consumo locale; in forte declino le tradizionali colture commerciali (arachidi e cotone). Un certo successo ha avuto la coltivazione di ...
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consumo s. m. [der. di consumare1]. – 1. a. Il fatto di consumare, cioè di distruggere, di ridurre al nulla mediante l’uso o l’utilizzazione per determinati fini o bisogni: immettere un prodotto, un manufatto al c.; fare, non fare consumo di...
consumabile
consumàbile agg. [der. di consumare1]. – Che può consumarsi. In diritto, beni (o cose) c., quelli il cui godimento è possibile soltanto attraverso la loro consumazione o trasformazione (in contrapposizione ai beni inconsumabili);...