PLASTICA, CHIRURGIA (XXVII, p. 489)
Luigi TONELLI
Si può dire che un nuovo periodo nella chirurgia plastica è sorto da quando V. P. Blair e J. B. Brown (1929) hanno introdotto il concetto dell'innesto [...] intermedio (cosiddetto split grt), col quale vengono utilizzati lembi tagliati nello spessore stesso del derma. Questa specie di innesti riuniscono i vantaggi degl'innesti epidermici alla Tiersch con quelli ...
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Branca chirurgica che ha per fine preminente la riparazione di malformazioni e difetti anatomici congeniti o acquisiti, il ripristino dei normali rapporti fra gli organi, e il rimodellamento di tessuti, con particolare riguardo a quelli tegumentari. A seconda della finalità degli interventi, si usano ... ...
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Ramo della chirurgia, detta anche ricostruttiva, che compie interventi di ricostruzione, tendenti il più possibile al ripristino delle normalità estetica e funzionale, di superfici corporee deformate per difetti congeniti, per traumi o amputazioni, per cicatrici deturpanti o con anomalie funzionali. ... ...
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Nicolò Scuderi
La chirurgia plastica ha origini antichissime. I primi interventi di plastica vengono descritti nei Veda, libri sacri indiani, e in Mesopotamia due millenni prima dell'era cristiana. A parità di altre discipline chirurgiche lo sviluppo della chirurgia plastica si è enormemente accelerato ... ...
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Simone Teich Alasia-Giancarlo Liguori
(XXVII, p. 489; App. II, II, p. 554)
La c.p., nata dapprima come chirurgia riparativa, in quanto riportava alla normalità strutture variamente lese, deformate o mal cicatrizzate, si è successivamente evoluta in chirurgia ricostruttiva di tegumenti e organi in parte ... ...
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(dal gr. πλαστική [τέχνη] "arte formativa")
Gustavo SANVENERO-ROSSELLI
Chirurgia plastica è quella chirurgia eminentemente riparatrice che, nell'ambito di determinate regioni, si occupa del restauro di parti mancanti per vizio congenito o deformi o perdute, migliorandone l'apparenza, restaurandone ... ...
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Norma
Giancarlo Urbinati
Marco Bussagli
In una delle sue accezioni, il termine norma indica il modo in cui un fatto si verifica abitualmente in determinate circostanze, corrispondendo a normalità e [...] stili, in id., Il significato delle arti visive, Torino, Einaudi, 1988, pp. 61-106);
g. reale, Corpo, anima e salute. Il concetto di uomo da Omero a Platone, Milano, Cortina, 1999;
Report of the Expert committee on the diagnosis and classification of ...
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Farmacologo italiano (Catania 1896 - Roma 1994); prof. di farmacologia all'univ. di Pavia (1928), poi di Roma (1938-66); fu socio nazionale dei Lincei (1979). A lui si debbono, tra l'altro, l'introduzione [...] del concetto dei "condizionatori positivi e negativi" nell'interpretazione dei fenomeni farmacologici e un nuovo inquadramento concettuale degli stupefacenti, d'importanza, oltre che farmacologica, anche medico-legale. ...
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Metabolismo
Domenico Andreani
Nicola Locuratolo
Il metabolismo (dal greco μεταβολή, «mutazione») può essere definito come il complesso di processi biochimici che assicurano le attività vitali dell’organismo [...] e dei singoli tessuti. Il concetto si applica prevalentemente all’insieme degli scambi energetici (oggetto di questa trattazione), ma anche ai processi che, a prescindere dalle variazioni di energia, garantiscono la vitalità e il buon ...
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La seconda rivoluzione scientifica: introduzione. Le specificita della materia vivente
Gilberto Corbellini
Le specificità della materia vivente
Apartire dalla seconda metà dell'Ottocento le scienze [...] che assumeva una dislocazione lineare dei geni sui cromosomi secondo le teorie di Thomas H. Morgan e del suo gruppo ‒ al concetto elaborato attraverso gli studi di genetica biochimica di Boris Ephrussi e George W. Beadle, e poi di Beadle ed Edward L ...
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Ramo della fisiologia che studia i fenomeni connessi con l’attività degli elementi del tessuto nervoso, sia in senso ampio (n. generale), sia con riguardo a singoli raggruppamenti animali o a particolari [...] di n. in senso moderno prima della fine del 19° secolo. Fu allora che C.S. Sherrington (1857-1952) pose le basi del concetto di integrazione nervosa e, con esso, diede inizio a quella continuità di pensiero in cui ancora la n. si muove; e fu negli ...
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Trauma
Giorgio Santilli
Luciano Accogli
Olga Pozzi
Con il termine trauma (dal greco τραῦμα, "ferita") in medicina si indica una lesione prodotta nell'organismo da un qualsiasi agente capace di azione [...] due fasi è necessaria, nessuna delle due è da sola sufficiente: è questo il senso della Nachträglichkeit, ossia del concetto in base al quale il trauma viene interpretato come effetto di un doppio movimento rielaborativo trasformazionale: quello del ...
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Dieta
Eugenio Del Toma
Eva Barlösius
Il termine dieta (dal greco δίαιτα, "modo di vivere") ha assunto col tempo un duplice significato, in quanto può indicare l'insieme dei nutrienti ingeriti liberamente [...] che attinga a più gruppi di riferimento.
2.
Dieta terapeutica
Se quella appena delineata è l'impostazione moderna del concetto di dieta fisiologica, ovvero della miscela nutritiva che può coprire sia le necessità energetiche, sia le molteplici e ...
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Scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione.
Generalità
La m. si distingue in: m. interna, la scienza medica in senso stretto, ossia la clinica medica, che [...] psicologo in medicina e chirurgia; l’introduzione di nuovi modelli per la patogenesi della malattia somatica, basati sul concetto di apprendimento comportamentale (stili di vita) e viscerale.
La m. predittiva è l’insieme delle conoscenze dottrinali e ...
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Salute e allocazione delle risorse
Ruth Chadwick
(Centre for Professional Ethics, University of Central Lancashire, Preston, Gran Bretagna)
Le questioni concernenti l'allocazione delle risorse per l'assistenza [...] si è già detto, c'è chi pensa che esaminare il problema dell'allocazione delle risorse dal punto di vista dei concetti di giustizia sia impraticabile. Anche il progetto di ricercare un consenso sociale ha i suoi critici. Sass ha sostenuto che nell ...
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concetto2
concètto2 s. m. [dal lat. conceptus -us, der. di concipĕre «concepire»]. – 1. Pensiero, in quanto concepito dalla mente; più in partic., anche dal punto di vista filosofico, la nozione che la mente si è formata dell’intima essenza...