PAGANO, Francesco
Daniela Artusi
PAGANO, Francesco. – Di questo scultore, attivo nell’Italia meridionale dal 1720 al 1764, non è noto l’anno di nascita, presumibilmente collocabile nei primi anni Novanta [...] neapolitanus, Napoli 1999, p. 245; Id., Lorenzo e Domenico Antonio Vaccaro: apoteosi di un binomio, Napoli 2001, passim; Campania barocca, a cura di G. Cantone, Milano 2003, passim; V. Rizzo, Ulteriori scoperte sulla scultura napoletana del Seicento ...
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Materiale costituito essenzialmente da derivati del silicio, caratterizzato in genere da fragilità e trasparenza (proprietà che in alcuni tipi di v. possono anche mancare), di larghissimo impiego in molteplici [...] gli originali. Lesbo e Rodi furono sotto l’Impero sedi di fabbriche rinomate. Nell’Italia romana officine celebri erano in Campania e presso Torino; a Roma la più antica sembra fosse quella presso porta Capena. In Gallia sorsero officine nella ...
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Parte introduttiva
di Cesare Emanuel
Sono definite città gli insediamenti che, generati da un processo di concentrazione geografica della popolazione, degli impianti produttivi e dei servizi, si differenziano, [...] cui si sono diretti gli investimenti locali e sovralocali (per es., la rete urbana del Piemonte, della Lombardia, della Campania, della Francia, della Turchia, del Ghana).
Reti regionali policentriche sono invece quelle in cui le funzioni urbane di ...
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Parte introduttiva
di Cesare Emanuel
Sono definite città gli insediamenti che, generati da un processo di concentrazione geografica della popolazione, degli impianti produttivi e dei servizi, si differenziano, [...] cui si sono diretti gli investimenti locali e sovralocali (per es., la rete urbana del Piemonte, della Lombardia, della Campania, della Francia, della Turchia, del Ghana).
Reti regionali policentriche sono invece quelle in cui le funzioni urbane di ...
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Arte (p. 154). - Il più approfondito esame che da pochi anni si va facendo dell'arte del tardo impero (secoli III-V), obbliga a vedere sotto nuove luci il problema formativo dell'arte bizantina. Vi sono [...] di Napoli ha colmato la lacuna dell'alto Medioevo per un territorio così aperto a svariate influenze, come la Campania. Peraltro, tali dipinti dimostrano più che non si creda un attaccamento alla tradizione locale. E questo anche nel periodo ...
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L’iconografia di Costantino il Grande nell’arte e nella civiltà della Russia
Xenia Muratova
Mentre nell’arte dell’Occidente latino l’immagine e l’iconografia di Costantino il Grande conoscono una storia [...] di rifiutare risolutamente associazioni con la pittura bizantina dell’Italia meridionale dello stesso periodo, in particolare con quella della Campania dell’XI secolo, soprattutto con i tipi dei volti che caratterizzano la pittura della basilica di S ...
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COSMATI
E. Bassan
Denominazione convenzionale con la quale si indicano gli artefici romani impegnati, nei secc. 12° e 13°, in lavori in marmo di prevalente carattere scultoreo-decorativo e architettonico, [...] , replicato, in una variante più modesta, da parte di una ignota maestranza romana in collaborazione con una della Campania, nel duomo di Terracina, del secondo-terzo decennio del sec. 13° (Di Gioia, 1982), avamposto meridionale del Patrimonium ...
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Vedi GLITTICA dell'anno: 1960 - 1994
GLITTICA
L. Breglia
L'espressione, dal greco γλύπτω, cui corrisponde il latino scalpere, sta a indicare l'arte di incidere su pietra dura, e per estensione, la disciplina [...] in cui si ritrovano motivi di repertorio comuni alle altre forme d'arte industriale del periodo: la ceramica aretina, le lastre Campana, gli stucchi, ecc., in parte a temi di maggiore impegno, quali i ritratti di membri della famiglia imperiale o le ...
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CASTELLI, REGNO D'ITALIA, ARCHITETTURA
Stando sia alle fonti sia alle emergenze monumentali, l'attività di Federico II quale edificatore di castelli si limita nel Regno d'Italia a un numero piuttosto [...] in filari regolari di blocchi squadrati di trachite, agli apparecchi lapidei di numerose imprese federiciane di Puglia, Sicilia e Campania. Quest'ultimo riscontro farebbe supporre che, a partire dal 1240, non vi sia soltanto stata la trasmissione di ...
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MEDEA (Μήδεια, Medea)
E. Simon
Figlia di Aietes, re della Colchide e di Idyia, ninfa oceanina, nipote di Helios (Hesiod., Theog., 956 ss.). Accanto a Circe figlia di Helios, che già in Omero (Od., x, [...] s.) li ha classificati in generi tra i quali scegliamo qui i più importanti.
a) Vasi. In primo luogo sono da citare due anfore campane a Parigi. Su una si vede un figlio già sanguinante sull'ara, e M. che si volge verso l'altro che tenta di fuggire ...
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campana1
campana1 s. f. [lat. tardo campana, propr. agg. neutro pl., sottint. vasa, cioè «vasi (di bronzo) della Campania»]. – 1. a. Strumento di metallo, generalmente di bronzo, a forma di tazza rovesciata, che vibra e dà suono quando è percosso,...
campana2
campana2 s. f. [dall’agg. campano]. – Nome di alcune varietà di pere (propr. agg., pere c., cioè «della Campania»), dette anche buone cristiane (v. buoncristiano).