Astronomo, nato a Parigi il 24 luglio 1853, morto il 15 gennaio 1948. Fu (1907-1929) direttore dell'osservatorio astronomico di Parigi (Meudon).
Con l'americano G. Hale e con l'italiano A. Riccò, il D. [...] può considerarsi come uno dei grandi pionieri dell'astronomia solare moderna. Con la costruzione e l'uso continuato dello spettro registratore di velocità e dello spettroeliografo da lui stesso costruiti e perfezionati, pervenne a distinguere i varî ...
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Astronomo, nato a Berlino il 15 agosto 1905. Iniziata la sua carriera all'osservatorio astrofisico di Potsdam, fu poi all'osservatorio vaticano e in quello di Cambridge; dal 1947, direttore dell'osservatorio [...] di Dublino e dal 1957 astronomo reale per la Scozia e prof. di astronomia nell'univ. di Edimburgo. Accademico pontificio dal 1955. ...
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Nome di vari tipi di strumenti portatili astronomico-nautici di rame o di ottone (eccezionalmente di legno), usati fino al 18° sec. per il duplice scopo di determinare l’altezza del Sole o di un altro [...] un’opportuna alidada (o diottra) rotante intorno a un asse centrato nel disco e munita di traguardi all’estremità.
Gli astronomi facevano scarso uso dell’a. (insufficiente per le misure di precisione), che ebbe invece grandissima voga fra i naviganti ...
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La scienza bizantina e latina: la nascita di una scienza europea. Teoria e pratica nel Medioevo
Guy Beaujouan
Teoria e pratica nel Medioevo
L'Alto Medioevo
Il giudizio negativo, talvolta velato di [...] mobili, con la data della Pasqua in testa ‒ occupava un posto di primo piano, al pari della musica. Per Beda l'astronomia non aveva soltanto una valenza filosofica ma era alla base del computo che razionalizzava i tempi della Chiesa (v. cap. VII ...
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Matematico e astronomo (Modena 1633 - Padova 1687). Dapprima avvocato a Firenze, si dedicò poi a studî di fisica e matematica e collaborò a numerose ricerche astronomiche con C. Malvasia, nella specola [...] della villa di questo a Panzano, fino al 1664. Fu prof. di matematica all'univ. di Bologna, poi di astronomia e di meteore a Padova. Incaricato di regolare il Piave e altri fiumi, si occupò anche di fortezze e di miniere. Nel 1668 scoprì una cometa e ...
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L’atto e l’effetto del muoversi, cioè dello spostarsi di un corpo da una posizione o configurazione a un’altra; si contrappone a quiete ed è sinonimo di movimento, a cui in genere è preferito nel linguaggio [...] tecnico e scientifico, dove assume accezioni proprie e specifiche.
Astronomia
Si chiama m. ognuno degli spostamenti effettivi o apparenti degli astri.
Il m. apparente della sfera celeste (o del Sole, o di un astro) è il m. descritto dalla volta ...
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velocità Nel linguaggio scientifico, con riferimento a una determinata grandezza variabile o a un fenomeno, in generale, elemento atto a caratterizzare la rapidità con la quale la grandezza varia in funzione [...] della variabile da cui dipende, o la rapidità con cui il fenomeno si svolge nel tempo.
Astronomia
La v. peculiare (o reale) di un astro è la v. dell’astro rispetto a un sistema di assi di orientamento invariabile, avente origine nel baricentro del ...
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Storico della scienza tedesco (Ennigerloh, Vestfalia, 1905 - Bad Homburg 1981), direttore dell'istituto di storia delle scienze dell'univ. di Francoforte sul Meno (1946-74); vicepresidente dell'Accademia [...] internazionale di storia delle scienze (1965); socio straniero dei Lincei (1975). Si è occupato in particolar modo di storia delle scienze naturali e dell'astronomia nella cultura occidentale ed araba. Tra le opere: Oriens-Occidens (1968). ...
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siderite Minerale, di colore gialliccio chiaro, che imbrunisce facilmente per esposizione all’aria, con splendore vitreo tendente al madreperlaceo; è carbonato di ferro, FeCO3, romboedrico. Piuttosto raro [...] in masse spatiche o granulari per cui è chiamato anche ferro spatico. È uno dei principali minerali di ferro.
In astronomia, meteorite costituita da leghe di ferro e nichel quasi puri, chiamata anche ferro meteorico o meteorite ferrosa. ...
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Astronomo (Nottingham 1829 - Madras 1891). Lavorò dapprima al Radcliffe Observatory di Oxford (1851), dove scoprì la variabilità di R Cygni, e tre pianetini. Passò poi al Hartwell Observatory (1859), dove [...] completò il suo atlante di stelle variabili, e infine in quello di Madras (1860), dove scoprì diversi altri pianetini e si dedicò all'astronomia meridiana. È noto per la definizione della scala delle magnitudini stellari. ...
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astronomia
astronomìa s. f. [dal lat. tardo astronomĭa, gr. ἀστρονομία, comp. di ἄστρον «astro» e -νομία «-nomia»]. – Scienza che studia l’aspetto, la forma, le dimensioni dei corpi celesti, i loro moti reali e apparenti, le leggi che li governano...
astronomico
astronòmico agg. [dal lat. tardo astronomĭcus, gr. ἀστρονομικός] (pl. m. -ci). – Relativo all’astronomia: calcoli a.; unità a., l’unità di misura per le distanze planetarie, pari alla distanza media Terra-Sole, cioè a 149.680.000...