compagnevole
Andrea Mariani
. L'aggettivo compare unicamente in Cv IV IV 1 (l'uomo naturalmente è compagnevole animale), ed è usato da D. come corrispondente del latino civile (greco πολιτιχόν), che [...] est animal sociale ". Ora (cfr. Busnelli) sembra che il passo del Convivio derivi, piuttosto che direttamente dal testo aristotelico, da questa frase in s. Tommaso; di conseguenza l'aggettivo c. è bene spiegato dalla Cordati (Convivio, Torino ...
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Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco (2014)
Giovanni Di Pasquale
Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook
Accanto alle novità testuali, nella medicina e nella filosofia naturale si afferma [...] in questo periodo un sapere dei “particolari” che, pur non rientrando nella definizione aristotelica di scienza, rappresenta tuttavia una novità rilevante e apre il sapere naturalistico a nuovi stili di osservazione e di ricerca, nonché a nuove e più ...
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Mancini, Celso
Filosofo e scrittore politico (Ravenna 1542 - Alessano, od. prov. Lecce, 1612). Entrò (1555) tra i canonici lateranensi di S. Maria in Porto e conseguì un dottorato a Padova (1565), dove [...] poi insegnò filosofia e teologia negli istituti della congregazione. Frutto di questo insegnamento è l’opera, aristotelica per dottrina e metodo, De cognitione hominis, quae naturali lumine haberi potest (1586). Nel 1590 fu chiamato da Alfonso II d’ ...
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Teologia platonica sull'immortalita degli animi (Theologia platonica de immortalitate animorum)
Teologia platonica sull’immortalità degli animi
(Theologia platonica de immortalitate animorum) Opera [...] mondo e con le anime delle diverse sfere celesti. In tale visione Ficino realizza una convergenza e una concordia fra Aristotele, Platone e Tommaso d’Aquino, ma utilizza anche teorie di Plotino, Proclo e della tradizione ermetica. Ciò in base alla ...
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Filosofo e teologo portoghese (Cortiçada, Coimbra, 1528 - Lisbona 1599). Gesuita, insegnò filosofia all'univ. di Coimbra (1555-1561), acquistandosi tanta fama da essere detto l'"Aristotele portoghese". [...] sino alla fine del sec. 17º, fu tra i principali promotori e collaboratori del vasto commentario alla filosofia aristotelica noto come Cursus Conimbricensis, che nella seconda metà del sec. 16º continuò nella penisola iberica la restaurazione della ...
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La Rivoluzione scientifica: modelli di conoscenza. Cosmologie
Antonella Del Prete
Cosmologie
Il Seicento si apre con il rogo di Giordano Bruno, accusato dal tribunale dell'Inquisizione di Roma di molti [...] cauto di Descartes: nei suoi scritti editi si limita a sostenere che il mondo non ha un centro e che le dimostrazioni aristoteliche sono valide solo se si accetta la premessa che l'ultima sfera ruoti su sé stessa. In alcune lettere a Fortunio Liceti ...
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Il Rinascimento. Continuita, sviluppo e crisi delle scienze peripatetiche
Gianfranco Fioravanti
Continuità, sviluppo e crisi delle scienze peripatetiche
Il sistema delle scienze aristoteliche tra XV [...] e faceva vivere tutto il sistema, ossia la logica. Alla metà del Duecento, quando il corpus degli scritti fisici di Aristotele aveva messo radici nell'Università di Oxford e stava sbarcando a Parigi, Ruggero Bacone aveva sostenuto che l'uso della ...
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privazione
Alfonso Maierù
Il termine, sia nel linguaggio comune che in quello filosofico, denota la mancanza o il venir meno di qualità o proprietà, o di una forma. Occorre solo nel Convivio tra le [...] (11b 22) se ne fornisce un esempio nell'opposizione cecità-vista. In Metaph. X 4, 1055a 34 (cfr. V 22, 1022b 22 ss.) Aristotele afferma che p. si dice in molti modi; ma essa è, comunque, un certo tipo di contraddizione: quella che si verifica in ciò ...
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Giovanni della Rochelle (lat. Iohannes de Rupella) Filosofo (n. 1200 ca
m. 1245). Francescano, successe al suo maestro, Alessandro di Hales, nella cattedra dell’univ. di Parigi, e ne continuò l’opera, [...] che specialmente i francescani sostenevano in difesa della tradizione platonico-agostiniana contro quella aristotelica che si andava imponendo. Dell’aristotelismo cercò, tuttavia, di assorbire il meglio, come attesta la sua opera principale, la ...
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SUSEMIHL, Franz
Filologo, nato a Laage nel Meclemburgo il 10 dicembre 1826, morto a Firenze il 3 maggio 1901; dal 1856 professore straordinario, dal 1863 ordinario a Greifswald.
Si occupò di storia della [...] filosofia greca (Die genetische Entwicklung der platonischen Philosophie, Lipsia 1855-60, voll. 2), diede un'edizione della Poetica aristotelica (con traduz. tedesca, 1865, 2ª ed. 1874) e della Politica (voll. 2, 1878); ma l'opera sua principale è l' ...
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aristotelia
aristotèlia s. f. [lat. scient. Aristotelia, dal nome del filosofo Aristotele]. – Genere di piante della famiglia eleocarpacee, con una decina di specie dell’emisfero australe. La specie Aristotelia macqui, arbusto del Cile, dà...
aristotelico
aristotèlico agg. (pl. m. -ci). – Del filosofo greco Aristotele (384 o 383 - 322 a. C.), che si riferisce alla filosofia di Aristotele: le opere a.; la dottrina a.; l’etica, la politica a.; seguace della filosofia di Aristotele:...