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PROPAGULAZIONE

di Valeria Bambacioni - Enciclopedia Italiana (1935)
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PROPAGULAZIONE

Valeria Bambacioni

- Con tale nome s'indica nelle piante la moltiplicazione o propagazione per mezzo di speciali parti vegetative dette propaguli (cfr. lat. propago "prolungo, estendo"), i quali si riscontrano in molte Tallofite (Batterî, Alghe, Funghi), nelle Briofite, nelle Felci e nelle Fanerogame.

Nelle Tallofite possono considerarsi propaguli i conidî, cellule vegetative profondamente modificate, talora adatte a sopportare sfavorevoli condizioni di ambiente.

Nelle Briofite, in alcuni casi (Epatiche) i propaguli in forma di corpiccioli verdi sono contenuti in apparecchi a coppa o a scodella, altre volte invece (Muschi) si producono sia sui rizoidi, sia sul caulidio, sia sui fillidî: sui rizoidi si formano corpiccioli bruni, pluricellulari, simili a tuberetti, che distaccandosi, possono passare un periodo di riposo e quando germinano dànno una nuova pianta; sui fillidî e sul caulidio invece si differenziano corpiccioli verdi che, cadendo, producono una nuova piantina..

Nelle Felci e nelle Fanerogame i propaguli hanno, per lo più, forma di tuberetti e di bulbilli i quali si formano sia nelle parti ipogee, sia su quelle epigee, all'ascella delle foglie (Dentaria bulbifera, Lilium bulbiferum, ecc.), sui margini fogliari (Bryophyllum), nelle infiorescenze (Allium bulbiferum, Poa vivipara). Cadendo sul terreno, essi producono una nuova piantina.

Caratteristici sono infine gli ibernacoli di molte piante acquatiche (Hydrocharis, Potamogeton, ecc.), ossia gemme ibernanti che si differenziano dalle normali per la forma, per l'abbondante contenuto dei materiali di riserva e che, come dice il nome, svernano e, alla nuova stagione, germogliando, riproducono la pianta.

Vocabolario
propagolazióne
propagolazione propagolazióne (o propagulazióne) s. f. [der. di propagolo (o propagulo)]. – In botanica, la moltiplicazione agamica delle piante quando ha luogo per mezzo di propagoli.
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