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NOTITIA DIGNITATUM

di Alberto Pincherle - Enciclopedia Italiana (1934)
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NOTITIA DIGNITATUM

Alberto Pincherle

. È il titolo (compiutamente, Notitia dignitatum ei administrationum omnium tam avilium quam militarium) di un breve scritto, che si potrebbe chiamare il "ruolo organico" dell'amministrazione civile e militare del tardo impero romano.

È divisa in due sezioni, corrispondenti alle due parti dell'Impero, Oriente e Occidente; e per ciascuna enumera, prima in un indice, poi partitamente, illustrandone anche le insignia e con i titoli ufficiali, i funzionarî; incominciando dai prefetti al pretorio e delle città imperiali, Costantinopoli e Roma, e dalle rimanenti alte cariche dell'amministrazione centrale, per venire poi a quelli delle provincie. Di ciascuno sono indicati la competenza territoriale, gli uffici o le truppe dipendenti, secondo il caso, e la composizione dell'officium. È dunque un quadro prezioso dell'ordinamento dell'Impero, che dà notizie sulla dislocazione delle truppe, le aziende di stato, fa conoscere numerosi nomi di luogo, ecc. Non è tuttavia documento che si possa usare senza critica. La questione principale da risolvere è quella della "preistoria" del testo: se cioè si debba considerare l'operetta, nella sua forma attuale, derivata direttamente o no da un documento ufficiale che contenesse tutte o quasi le notizie ch'essa ci offre tuttora, sì che il testo avrebbe sofferto pochissime alterazioni; o se non sia da ritenere invece che, pur derivando in ultima analisi da documenti ufficiali, abbia potuto subire interpolazioni, ecc., per opera di compilatori privati. A seconda del modo in cui ci si raffigura la storia del testo, varierà anche la datazione della Notitia (si considererà cioè che anche una o due sole indicazioni siano sufficienti, oppure si discriminerà tra le varie parti). E infatti, le datazioni proposte sono parecchie: secondo T. Mommsen, O. Seeck, J. B. Bury sarebbe stata composta tra il secondo e il quarto decennio del sec. V (Seeck, 411-13; Mommsen, 425-30; Bury, 438); secondo altri, alla fine del IV, con correzioni e aggiunte successive (L.-A. Constans, 395-425; F. S. Salisbury, 378-383 per certe sezioni importanti, con rimaneggiamenti posteriori).

La Notitia dignitatum era contenuta, fra gli altri, anche in un codice di Spira, esistente ancora nel sec. XVI e oggi perduto, che conteneva con essa anche altre opere di carattere affine, geografico-amministrativo, quali la Notitia urbis Constantinopolitanae, la Notitia urbis Romae, il De montibus, portis et viis urbis Romae, il Septem montes urbis Romae, l'Itinerarium Antonini, la Notitia Galliarum, il Laterculus Polemii Silvii. Le prime sono, come dice il nome stesso, sostanzialmente delle guide; le ultime due (e la Notitia Galliarum sembra essere ampliamento dell'ultima) sono di natura più affine alla Notitia dignitatum e contengono notizie di carattere amministrativo, cronachistico e di erudizione spicciola.

Ediz.: Della Notitia dignitatum, oltre le antiche, quelle di E. Böcking, Bonn 1839-1853, voll. 2, con ampio commentario ancora utile; di O. Seeck, Berlino 1876. Della Notitia Galliarum e del Laterculus, ed. T. Mommsen, Chronica minora, Berlino 1891, nei Monum. Germaniae historica.

Bibl.: O. Seeck, Quaestiones de not. dign., Berlino 1872; id., in Hermes, IX (1875), p. 217 segg.; T. Mommsen, Gesammelte Schriften, II, Berlino 1905, p. 366; 1906, p. 153; E. Steffenhagen, Der Gottorper Codex der Not. dign., in Hermes, XIX (1884), p. 458 segg.; R. Sabbadini, Di un nuovo cod. della Not. dign., in Studi ital. di filol. class., XI (1903), p. 257 segg.; J. B. Bury, in Journ. of Rom. st., X (1920), p. 131 segg.; C. Jullian, in Revue des ét. anc., 1921, p. 103 segg.; P. F. Girard, in Studi... Perozzi, Palermo 1925; F. S. Salisbury, in Journ. of Rom. st., XVII (1927), p. 102 segg.; P. Schnabel, Der verlorene Speier Codex, in Sitzungsber. d. pressu. Akad. d. Wissensch. (ph.-hist. Kl.), 1926, p. 242 segg.; A. Grenier, in Mél. P. Thomas, Bruges 1930.

Vedi anche
auxilia Nell'antica Roma, le truppe di ausiliari d'appoggio alle legioni. Gli auxilia di solito erano costituiti da soldati reclutati fra le popolazioni sottomesse e non in possesso della cittadinanza, che veniva concessa alla fine della ferma (25 anni ca.). Impegnati anche nel servizio di guardia ai confini, ... questore Nel diritto pubblico romano, la più antica fra le magistrature minori, attestata dal 5° sec. a.C.: con l’introduzione del consolato, ciascuno dei 2 consoli ebbe come ausiliare un quaestor, in origine di nomina consolare poi (dal 449 a.C.) eletto annualmente dai comizi tributi; daterebbe al 409 l’ammissione ... Marcomanni (lat. Marcomanni o Marcomani) Popolo germanico della stirpe dei Suebi, stanziato tra il medio corso dell’Elba e l’Oder. Dopo le vittorie di Druso in Germania (9-8 a.C.), i Marcomanni emigrarono nel paese dei Boi (odierna Boemia), dove per l’opera energica del re Maroboduo riuscirono a estendere il loro ... coorte medicina Nelle indagini epidemiologiche, gruppo di individui portatori di una caratteristica comune (per es., coorte di nascita, di nati in uno stesso anno; coorte rurale, di abitanti di un comune rurale; coorte lavorativa, di soggetti che lavorano nello stesso ente) o anche di soggetti arruolati in ...
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    Scritto (propriamente Notitia dignitatum et administrationum omnium tam civilium quam militarium) databile intorno al 395 d.C., eccetto alcune parti da assegnare ai primi decenni del 5° sec., che illustra in due sezioni, per l’Impero Romano d’Oriente e per quello d’Occidente, i titoli e le competenze ...
Vocabolario
notitia criminis
notitia criminis ‹notìzzia krìminis› locuz. lat. (propr. «notizia di un reato»), usata in ital. come s. f. (solo al sing.). – Nel linguaggio giur., informazione ricevuta dal pubblico ministero da fonte privata o pubblica, in modo formale...
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