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VENEREE, MALATTIE

di Mario Truffi - Enciclopedia Italiana (1937)
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VENEREE, MALATTIE (da Venere, dea dell'amore; fr. maladies vénériennes; sp. enfermedades venereas; ted. venerische Krankheiten; ingl. venereal diseases)

Mario Truffi

La denominazione di morbus venereus a particolari malattie contagiose che si contraggono per lo più nei rapporti intersessuali, pare risalga a Giacomo di Béthencourt, medico vissuto nella prima metà del sec. XVI. Non è sicuramente documentata l'esistenza di tali malattie negli animali. Nell'uomo si raggruppano sotto la denominazione di malattie veneree: la sifilide, la blenorragia, l'ulcera molle e la linfogranulomatosi inguinale benigna. Per alcune di esse, come l'ulcera molle, la trasmissione avviene di fatto quasi esclusivamente per via dei rapporti intersessuali; per la blenorragia, e più ancora per la sifilide, il contagio può avere origine diversa (per la blenorragia trasporto di virus alla congiuntiva o alle mucose dei genitali esterni delle piccole bambine con conseguenti congiuntiviti e complicanze o vulvovaginiti; per la sifilide infezioni professionali a medici e a levatrici, contagi accidentali per contatti innocenti diretti con parti malate o indiretti attraverso strumenti di uso comune, come cucchiai, bicchieri, ecc., infezioni da allattamento, trasfusione di sangue, trasmissione ereditaria ecc.).

La linfogranulomatosi inguinale o malattia di Nicolas-Favre, dal nome degli autori che poco più di un ventennio fa hanno identificata la malattia come forma a sé stante, pare sia da ascrivere anche essa quasi sempre a contagio intersessuale.

S'inizia con un'ulcerazione poco caratteristica e non sempre dimostrabile dei genitali esterni: seguono ingrossamenti torpidi dei ganglî inguinali e iliaci, che passano lentamente a fusione e s'aprono di solito per seni fistolosi molteplici: si possono avere anche ulcerazioni gravi dei genitali e diffusione di lesioni all'ano e alla parte bassa del retto, nonché forme elefantiasiche. La malattia tende, nella maggior parte dei casi, a guarire anche spontaneamente nel corso di qualche mese; assume però talora decorso cronico. Può dar luogo a fenomeni generali (febbre, depressione, ecc.) di solito non gravi. Con il pus degli ascessi, sterilizzato e opportunamente diluito, iniettato infraderma si determina una reazione che ha carattere di specificità (reazione di Frei) e serve a scopo diagnostico. La malattia si cura con preparati di antimonio iniettati endovena e con raggi X localmente.

Le malattie veneree per le gravi conseguenze che possono apportare all'individuo e alla società sono da riguardare come uno dei più gravi flagelli dell'umanità. Si calcola che la sola sifilide tronchi in Italia intorno a cinquantamila vite ogni anno. La blenorragia è la causa più importante di sterilità sia nell'uomo sia, specialmente, nella donna. Se s'aggiunge il danno delle gravi minorazioni (cecità per congiuntivite blenorragica dei neonati, idiozia, sordomutismo, lesioni oculari definitive, gravi deformità ossee, lesioni cardiovascolari e nervose, lesioni di ghiandole endocrine da lue ereditaria) e della diminuzione di capacità lavorativa permanente o temporanea che le malattie veneree provocano, appare facilmente in tutta la sua imponenza il disastroso bilancio che tali malattie impongono alla società.

L'Italia è la nazione che, forse per prima, ha avvertito le paurose conseguenze delle malattie veneree e che ha cercato di correre ai ripari. È italiana l'istituzione dei dispensari antivenerei, nei quali vengono gratuitamente curate le forme veneree senza riguardo alle condizioni finanziarie del malato, e l'assistenza ospedaliera a carico dello stato per le forme contagiose. Ma molto rimane a fare per l'educazione del popolo intorno ai pericoli di tali malattie e ai mezzi per prevenirle, e molto per assicurare la regolare continuità di cure razionali.

Le malattie veneree sono considerate come malattie segrete, che il medico è tenuto a non rivelare senza il consenso esplicito dell'ammalato. La legge italiana però obbliga al referto in casi di manifestazioni contagiose in individui riuniti in comunità (scuole, collegi, opifici, ecc.), e in casi di sifilide trasmessa per allattamento. Nel nuovo codice penale italiano la trasmissione cosciente di malattie veneree è punita come reato.

Oltre a quelle accennate vi sono altre malattie che possono trasmettersi per via dei rapporti intersessuali; tali per esempio i condilomi acuminati, volgarmente detti creste di gallo, la balanopostite erosiva, l'erpete genitale, il mollusco contagioso, ecc. Ma la loro importanza è relativamente scarsa. Esse sono da molti autori raggruppate sotto il nome di malattie paraveneree.

Vedi anche
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Vocabolario
venèreo
venereo venèreo agg. [dal lat. venereus o venerius, der. di Venus «Venere; amore, atto amoroso»]. – Attinente all’amore fisico, ai rapporti sessuali: atto v.; piacere v.; già il v. fuoco gli avea sì accesi, che tardi la freddezza di Diana...
malattìa
malattia malattìa s. f. [der. di malato1]. – 1. a. Condizione abnorme e insolita di un organismo vivente, animale o vegetale, caratterizzata da disturbi funzionali, da alterazioni o lesioni – osservabili o presumibili, locali o generali...
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