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labbro

Enciclopedia Dantesca (1970)
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labbro [soltanto nel plurale labbra]


È esclusivo della poesia, e ricorre sempre in senso proprio: If XXV 29 ciò che... si ritenne / di quel soverchio, fé naso a la faccia / e le labbra ingrossò, e XXX 55; Pg IV 122 Li atti suoi... mosser le labbra mie un poco a riso; XXXI 33 le labbra a fatica la [voce] formaro. Il sintagma ‛ chiuder le l. ' a qualcosa significa " tacere " qualcosa: If XVI 125 a quel ver c'ha faccia di menzogna / de' l'uom chiuder le labbra.

Controverso il significato della parola in If XXXII 47 (tutto il passo ha dato luogo a discussioni): li occhi lor... / gocciar su per le labbra, e 'l gelo strinse / le lagrime tra essi e riserrolli: l'interpretazione del Lombardi - poi ripresa dal Poggiali - che intende " le labbra degli stessi occhi, cioè, delle palpebre " è oggi comunemente rifiutata, trattandosi di metafora del tutto insolita, che darebbe inevitabilmente luogo ad equivoco. Il Porena propone di leggere ‛ li labbri ' (nel senso di " labbra "), e di riferire a questo termine il pronome essi del v. 48; altri invece (Scartazzini-Vandelli, Casini-Barbi, Chimenz), sempre lasciando a labbra il significato comune, riferiscono essi a occhi.

Vocabolario
labbro
labbro (ant. e poet. labro) s. m. [lat. labrum, per lo più al plur.] (pl. le labbra, femm., nel sign. anatomico; labbri, masch., nei sign. analogici). – 1. a. Ciascuna delle due pieghe muscolo-membranose, mobili, che nell’uomo e negli altri...
labbrata
labbrata s. f. [der. di labbro], pop. tosc. – Colpo dato sulle labbra di qualcuno con il dorso della mano; manrovescio: dare, ricevere una labbrata.
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