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BOUCICAULT, Jean Le Maingre, sire di

di Emilio Pandiani - Enciclopedia Italiana (1930)
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BOUCICAULT, Jean Le Maingre, sire di

Emilio Pandiani

Maresciallo di Francia, nato a Tours nel 1366. Fu stimato come il tipo del perfetto cavaliere. Gli Italiani, o meglio i Genovesi, lo chiamarono il Bucicaldo. Ragazzo ancora, combatté in Normandia (1376), poi nelle Fiandre sotto Duguesclin (Roosebeke, 1382); poi ancora in Prussia, nelle file dei cavalieri teutonici, in Spagna, in Terra Santa. Avendo preso parte alla crociata contro Baiazet I, fu fatto prigione dai Turchi alla battaglia di Nicopoli (1396) e poté riscattarsi mediante un forte sussidio ottenuto dal genovese Francesco Gattilusio, signore di Mitilene. Nel 1399 ritornava a Costantinopoli e riusciva allora a respingere i Turchi e a liberare la città stretta d'assedio. Nel 1401 fu mandato come governatore a Genova, passata dal 1396 al re di Francia; nella sua carica dimostrò energia formidabile e in poco tempo piegò ogni resistenza in città e nelle Riviere. Aumentò e ampliò le fortificazioni e specialmente il vecchio Castelletto. Comandò una spedizione genovese in Levante (1403) per difendere gl'interessi genovesi contro il re di Cipro e la Repubblica veneta e ottenne buoni risultati; tuttavia in uno scontro navale coi Veneziani presso Modone (ottobre 1403) l'esito fu dubbio. Tornato a Genova domò con estremo vigore agitazioni contro il suo governo. Ospitò in Genova l'antipapa Benedetto XIII (maggio 1405 e dicembre 1407). Riusci a ottenere da Gabriele Maria Visconti il Sarzanese che passò al dominio di Genova nel 1407; per dissensi circa la vendita di Pisa ai Fiorentini da parte del Visconti, con un pretesto lo fece uccidere in Genova nel dicembre 1408. Nel luglio 1409 partì da Genova per muovere verso Milano, di cui sperava farsi padrone; i fuorusciti genovesi profittarono di tale partenza per rientrare in Genova e consegnarla al marchese Teodoro Paleologo di Monferrato, che riuscì a impedire il ritorno del B. e a cacciare i Francesi dalla Liguria. Durante il governo del B. si compì in Genova un importante atto di finanza: una commissione, detta dei Procuratori di S. Giorgio, ebbe l'incarico (27 aprile 1407) di sistemare il debito pubblico; ne uscì la formazione della compagnia che assunse più tardi il nome di Banco di S. Giorgio. Rientrato in Francia il B. fu fatto prigioniero ad Azincourt (1415) dagl'Inglesi né fu più rilasciato. Morì in Inghilterra nel 1421. Il suo corpo fu riportato in Francia e deposto nella cappella di famiglia, dietro il coro della chiesa di Saint-Martin di Tours, con un epitaffio che gli dà il titolo di gran Connestabile dell'imperatore e dell'impero di Costantinopoli.

Bibl.: Fonte principale per la vita del Maresciallo è il Livre des faits du bon messire Jean Le Maingre dit Boucicault, pubbl. da Theod. Godefroy, Parigi 1620. Per la sua opera in Genova: Ceruti, Lettere di Carlo VI di Francia e della Repubblica di Genova relative al maresciallo Bucicaldo, in Atti della Soc. Ligure di st. patria, XVII; v. anche A. Giustiniani, Annali della Repubblica di Genova, con note di G. B. Spotorno, Genova 1854. Per la sua opera in favore del Banco di S. Giorgio: H. Sieveking, Studio sulle finanze genovesi nel Medioevo e in particolare sulla casa di S. Giorgio, in Atti della Soc. Lig. di st. patria, XXXV; Marengo, Manfroni, Vessagno, Il Banco di S. Giorgio, Genova 1911.

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sire
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