• Istituto
    • Chi Siamo
    • La nostra storia
  • Magazine
    • Agenda
    • Atlante
    • Il Faro
    • Il Chiasmo
    • Diritto
    • Il Tascabile
    • Le Parole Valgono
    • Lingua italiana
    • WebTv
  • Catalogo
    • Le Opere
    • Bottega Treccani
    • Gli Ebook
    • Le Nostre Sedi
  • Scuola e Formazione
    • Portale Treccani Scuola
    • Formazione Digitale
    • Formazione Master
    • Scuola del Tascabile
  • Libri
    • Vai al portale
  • Arte
    • Vai al portale
  • Treccani Cultura
    • Chi Siamo
    • Come Aderire
    • Progetti
    • Iniziative Cultura
    • Eventi Sala Igea
  • ACQUISTA SU EMPORIUM
    • Arte
    • Cartoleria
    • Design & Alto Artigianato
    • Editoria
    • Idee
    • Marchi e Selezioni
  • Accedi
    • Modifica Profilo
    • Treccani X

DWAN, Allan

di Bruno Roberti - Enciclopedia del Cinema (2003)
  • Condividi

Dwan, Allan (propr. John Aloysius)

Bruno Roberti

Regista cinematografico canadese, naturalizzato statunitense, nato a Toronto il 3 aprile 1885 e morto a Woodland Hills (California) il 21 dicembre 1981. Fu uno dei pionieri dell'industria cinematografica statunitense, e ne divenne uno dei più longevi e prolifici rappresentanti. Lui stesso attestò di aver girato circa quattrocento film tra il 1909 e il 1913 (per lo più da una o due bobine), ma gliene sono stati attribuiti in tutta la sua carriera da seicento fino a più di milleottocento. La perizia tecnica e il gusto per il mestiere (nel 1926 pubblicò un dizionario tecnico dell'arte cinematografica) gli consentirono di compiere continue escursioni fra i generi (melodramma esotico, film musicale, operetta filmata, noir, film d'avventura, western) ma anche di realizzare film fatti su misura per divi come Gloria Swanson, Shirley Temple o quel Douglas Fairbanks di cui fu uno dei registi di fiducia, e con cui girò un Robin Hood (1922), pregevolissimo e fastoso, che fu tra i migliori film d'avventura del muto. L'abilità tecnica, il ritmo dell'azione e la qualità di una messa in scena che esalta gli spazi e la corposità delle immagini rivelano, al di là della sua fama di grande artigiano di Hollywood, il segno di uno stile. Cifra espressiva di D. fu la capacità di coniugare lirismo ed evocazione paesaggistica con cadenze narrative misurate sull'incalzare dell'azione e su violenti contrasti, che si riflettono espressivamente nella drammaticità degli spazi e nelle dinamiche psicologiche dei personaggi. Sottovalutato a lungo come un semplice cineasta-artigiano, è stato poi rivalutato dalla critica. Nel 2002 il Festival di Locarno ha dedicato alla sua vastissima opera un'ampia retrospettiva.

Trasferitosi nel 1893 negli Stati Uniti con la famiglia, D. studiò a Chicago alla North Division High School, divenne professore di matematica e quindi si laureò in ingegneria elettrotecnica alla Notre Dame University di South Bend, nell'Indiana. Cominciò a lavorare come ingegnere elettrotecnico (tra l'altro inventò un prototipo di neon, cioè una lampada al vapore di mercurio), e fu in questa veste, dovendosi occupare degli impianti elettrici di un teatro di posa della Essanay Film Company, che nel 1909 ebbe il primo contatto con l'ambiente del cinema. Decise così di cambiare mestiere e all'inizio degli anni Dieci scrisse varie sceneggiature, dapprima per venderle agli studios e poi su commissione. In seguito divenne regista, prima all'American Film Co. e successivamente alla Triangle dove, a partire dal 1915, lavorò sotto la supervisione di David W. Griffith. Qui diresse Douglas Fairbanks in numerosi film, di ambientazione storica o esotica, e di carattere avventuroso o da feuilleton, fino al celebre The iron mask (1929; La maschera di ferro). Ancora negli anni Dieci lavorò per la Universal Pictures e fu un dovizioso regista di melodrammi interpretati dalle sorelle Dorothy e Lillian Gish, o anche da Mary Pickford, nel periodo in cui (1915-16) D. era sotto contratto anche alla Famous Players Company, dove tornò nel 1923 per dirigere Gloria Swanson in film costruiti su misura per valorizzare la sua bellezza ammaliante e intrigante, come Zaza (1923; Zazà) e Manhandled (1924; Maschietta). Nel 1924 fu tra i fondatori della casa di produzione e distribuzione Associate Producers, in cui si unirono registi come Thomas H. Ince, Maurice Tourneur, Mack Sennett, King Vidor.Negli anni Trenta, segnati dall'avvento del sonoro, passò a lavorare come regista di routine alla 20th Century-Fox dove, pur se diresse, tra gli altri, anche film calibrati esclusivamente sull'effervescenza dell'attrice-bambina Shirley Temple, come Heidi (1937; Zoccoletti olandesi), dette comunque prova del suo talento realizzando, con magniloquenza e senso dello spettacolo, un'opera come Suez (1938), sulle vicende della costruzione del famoso canale e avventurosa biografia dell'ingegnere Ferdinand-Marie de Lesseps (Tyron Power). La sicurezza nel dominare set e sviluppo dell'azione e nel raccontare grandi spazi emerse chiaramente nei western di quel periodo, come Frontier marshal (1939; Gli indomabili) sulla figura di Wyatt Earp. Negli anni Quaranta, si dedicò con il produttore Edward Small a dare una confezione impeccabile ma creativa a commedie brillanti come Brewster's millions (1945; Milioni in pericolo). Dal 1945 al 1956 fu alla Republic, una piccola società dove, con la consueta professionalità, si adattò, con mano leggera e notevole acume descrittivo, a film dal tono più elegiaco come il western intimista Driftwood (1947). Nel 1949 diresse una delle sue opere più celebri, Sands of Iwo Jima (Iwo Jima deserto di fuoco), film bellico ricco di risvolti psicologici, interpretato da John Wayne. Nel decennio successivo lavorò con il produttore indipendente Benedict Bogeans e il direttore della fotografia specialista del colore John Alton, realizzando ‒ tra gli altri ‒ un western singolare, di spirito chiaramente antimaccartista, pervaso di icastica violenza drammatica e figurativa, Silver Lode (1954; La campana ha suonato). Al termine della sua lunga e ricchissima carriera, D. si misurò anche con il genere fantascientifico, affrontandolo con piglio sicuro e serrata costruzione del ritmo in quello che fu il suo ultimo film, The most dangerous man alive (1961; I più pericolosi uomini al mondo).

Bibliografia

K. Brownlow, The parade's gone by, New York 1968; P. Bogdanovich, Allan Dwan: the last pioneer, New York 1971.

Vedi anche
Victor Fleming Fleming ‹flèmiṅ›, Victor. - Regista cinematografico statunitense (Pasadena 1880 - Phoenix, Arizona, 1949); fotografo e operatore di Griffith e Fairbanks, passò alla regia nel 1919. Tra i suoi film: The way of all flesh (Nel gorgo del peccato, 1927); The Virginian (1929); White sister (1933); Treasure ... Henry Hathaway Hathaway ‹hä´tℎëu̯ei›, Henry. - Regista cinematografico statunitense (Sacramento, California, 1898 - Los Angeles 1985); attore bambino nel 1908, nel 1932 esordì nella regia e ottenne nel 1935 due grandi successi con Lives of a Bengal lancer (I lancieri del Bengala) e Peter Ibbetson (Sogno di prigioniero), ... Douglas Fairbanks Fairbanks ‹fèëbäṅks›, Douglas. - Pseudonimo dell'attore cinematografico statunitense D. Elton Ulman (Denver 1883 - Santa Monica 1939); dapprima attivo sulle scene, esordì sugli schermi con The lamb (1915). Fin dal suo primo film impersonò quel tipo di eroe ottimista e leale, scanzonato e intrepido, sempre ... Mary Pickford Pickford ‹pìkfëd›, Mary. - Nome d'arte dell'attrice Gladys Smith (Toronto 1893 - Santa Monica 1979). Esordì in teatro a cinque anni e divenne, giovanissima, una delle più celebri stelle del cinema muto, incarnando per prima un modello divistico infantile destinato a grande fortuna (Tess of the Storm ...
Categorie
  • BIOGRAFIE in Cinema
Tag
  • INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA
  • FESTIVAL DI LOCARNO
  • UNIVERSAL PICTURES
  • DOUGLAS FAIRBANKS
  • MAURICE TOURNEUR
Altri risultati per DWAN, Allan
  • Dwan, Allan
    Enciclopedia on line
    Regista cinematografico (Toronto 1885 - Los Angeles 1981); dapprima scenografo presso la Essanay, ha diretto numerosissimi film (circa cinquecento), tra i quali si ricordano: Robin Hood (1922); Zaza (1923); Argentine love (1928); Wicked (1932); The morning after (1934); Black sheep (1935); Human cargo ...
  • Istituto
    • Chi Siamo
    • La nostra storia
  • Magazine
    • Agenda
    • Atlante
    • Il Faro
    • Il Chiasmo
    • Diritto
    • Il Tascabile
    • Le Parole Valgono
    • Lingua italiana
    • WebTv
  • Catalogo
    • Le Opere
    • Bottega Treccani
    • Gli Ebook
    • Le Nostre Sedi
  • Scuola e Formazione
    • Portale Treccani Scuola
    • Formazione Digitale
    • Formazione Master
    • Scuola del Tascabile
  • Libri
    • Vai al portale
  • Arte
    • Vai al portale
  • Treccani Cultura
    • Chi Siamo
    • Come Aderire
    • Progetti
    • Iniziative Cultura
    • Eventi Sala Igea
  • ACQUISTA SU EMPORIUM
    • Arte
    • Cartoleria
    • Design & Alto Artigianato
    • Editoria
    • Idee
    • Marchi e Selezioni
  • Accedi
    • Modifica Profilo
    • Treccani X
  • Ricerca
    • Enciclopedia
    • Vocabolario
    • Sinonimi
    • Biografico
    • Indice Alfabetico

Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati

Partita Iva 00892411000

  • facebook
  • twitter
  • youtube
  • instagram
  • Contatti
  • Redazione
  • Termini e Condizioni generali
  • Condizioni di utilizzo dei Servizi
  • Informazioni sui Cookie
  • Trattamento dei dati personali